Cosenza ritrovato all’Arechi: personalità, gioco e rimpianti, ma ora i Lupi fanno paura

Il Cosenza pareggia all’Arechi ma convince: prestazione di spessore contro la Salernitana, segnali di crescita e ambizioni alte.
13.01.2026 11:30 di  Stefano Bentivogli   vedi letture
Cosenza ritrovato all’Arechi: personalità, gioco e rimpianti, ma ora i Lupi fanno paura
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© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com

Il pareggio senza reti maturato allo stadio Arechi racconta molto più di quanto dica il risultato finale. Il Cosenza ha reagito con forza alla battuta d’arresto interna contro il Monopoli, mostrando contro la Salernitana un volto completamente diverso, fatto di personalità, coraggio e organizzazione.

I rossoblù sono scesi in campo con l’atteggiamento di una squadra consapevole dei propri mezzi, affrontando la gara a viso aperto e senza timori reverenziali. L’approccio è stato quello giusto sin dai primi minuti, con il Cosenza capace di tenere il pallino del gioco e di mettere in difficoltà una formazione granata costruita per ben altri obiettivi di classifica.

Nel primo tempo i Lupi della Sila avevano anche trovato per due volte la via della rete, ma entrambe le segnature sono state annullate per posizione di fuorigioco. In questo caso, le decisioni arbitrali sono apparse puntuali e corrette, così come la concessione del calcio di rigore alla Salernitana per il fallo di Caporale su Ferrari. L’episodio, però, non ha cambiato l’inerzia emotiva del match grazie all’intervento decisivo di Vettorel, protagonista di una parata che ha confermato la sua crescita dopo l’opaca prova offerta contro il Monopoli.

La prestazione dell’Arechi ha rafforzato la sensazione che il Cosenza possa legittimamente ambire alle zone alte della classifica. Una convinzione che assume ancora più valore se si considera l’assenza del miglior elemento a disposizione di Antonio Buscè, ovvero Simone Mazzocchi. La sua mancanza si avverte soprattutto nella capacità di leggere gli spazi e di farsi trovare nel posto giusto quando la manovra passa per vie centrali.

Il gioco del Cosenza, infatti, si sviluppa spesso attraverso movimenti coordinati e inserimenti senza palla, in particolare quelli di Ricciardi e Kouan, studiati per tagliare in due il centrocampo avversario e aprire varchi nella difesa. Senza Mazzocchi, però, manca spesso il riferimento offensivo capace di finalizzare questo lavoro.

Il limite più evidente della squadra, al momento, resta una certa carenza di estro nella trequarti. Florenzi attraversa una fase di flessione e la manovra perde imprevedibilità negli ultimi trenta metri. Servirebbe un giocatore in grado di accendere la luce, di creare superiorità numerica e di innescare con maggiore continuità Ricciardi ed Emmausso. Garritano, arretrato in cabina di regia, ha disputato una gara generosa e di grande qualità, ma il suo contributo, per quanto prezioso, non può bastare da solo a colmare il vuoto creativo.

Nonostante ciò, l’Arechi ha restituito un Cosenza credibile, solido e maturo. Una squadra che, al netto di qualche limite strutturale, ha dimostrato di poter stare stabilmente nelle zone nobili della classifica se riuscirà a trasformare le prestazioni in vittorie. La strada è tracciata, ora serve continuità.