Cosenza, la rivoluzione parte dalla difesa: numeri da big nel girone di ritorno

Cosenza, crescita evidente nella fase difensiva nel girone di ritorno: quattro clean sheet in nove partite e ruolo chiave di Caporale.
28.02.2026 09:00 di  Stefano Bentivogli   vedi letture
Cosenza, la rivoluzione parte dalla difesa: numeri da big nel girone di ritorno

Se c’è un dato che racconta meglio di ogni altro la rinascita del Cosenza nel girone di ritorno, è quello legato alla fase difensiva. Dopo una prima parte di stagione segnata da fragilità e troppe reti incassate, la retroguardia rossoblù ha cambiato passo, mostrando maggiore compattezza, attenzione e solidità.

La trasformazione non è solo una sensazione visiva, ma è certificata dai numeri. Nelle prime nove giornate del ritorno, il Cosenza ha mantenuto la porta inviolata in quattro occasioni: un dato che si traduce in una percentuale del 44,44%. Un salto evidente rispetto all’andata, quando i silani avevano chiuso senza subire gol soltanto cinque volte in diciannove partite, con una media decisamente più bassa (26,32%).

Un’inversione di tendenza che sta cambiando il volto della squadra.

Solidità ritrovata e nuova organizzazione

Il miglioramento difensivo non è frutto del caso. A partire da gennaio, il Cosenza ha lavorato con maggiore attenzione sugli equilibri tra i reparti, riducendo le distanze tra centrocampo e difesa e migliorando la gestione delle transizioni.

La squadra appare più corta, più compatta e meno vulnerabile nelle situazioni di uno contro uno. Anche la pressione preventiva e il lavoro degli esterni stanno contribuendo a limitare le occasioni concesse agli avversari.

Questo nuovo assetto sta permettendo ai rossoblù di restare in partita più a lungo, aumentando le possibilità di portare a casa punti preziosi in una fase delicata del campionato.

Caporale, da centrale a terzino: una scelta che paga

Tra le novità più interessanti del nuovo corso difensivo c’è la riconversione di Alessandro Caporale. Il difensore leccese è stato impiegato nelle ultime due gare come terzino sinistro, offrendo prestazioni convincenti sotto il profilo della disciplina tattica e della copertura difensiva.

La scelta tecnica è stata confermata anche nella trasferta contro l’Atalanta Under 23 al “Comunale” di Caravaggio, dove Caporale ha indossato per la prima volta la fascia da capitano dal suo arrivo in Calabria. Un segnale di fiducia importante, arrivato in un momento di emergenza.

Le assenze contemporanee di D’Orazio, Mazzocchi, Garritano e Florenzi hanno costretto lo staff a rivedere le gerarchie sulla corsia mancina, ma l’adattamento ha prodotto risposte incoraggianti.

Caporale ha garantito maggiore equilibrio, privilegiando la fase difensiva rispetto alla spinta offensiva, contribuendo a blindare il lato sinistro.

Numeri che cambiano la prospettiva

Il dato delle quattro gare senza subire reti in nove partite del ritorno rappresenta molto più di una statistica. Significa aver ridotto gli errori individuali, migliorato la comunicazione tra i reparti e trovato una maggiore stabilità emotiva.

Nella prima parte di stagione, il Cosenza pagava spesso distrazioni nei momenti chiave. Ora la squadra sembra aver acquisito maggiore consapevolezza nella gestione dei minuti finali e delle situazioni di pressione.

La crescita difensiva può diventare la base per un finale di campionato più ambizioso.

Una base solida per il futuro

Il Cosenza ha capito che la salvezza – o eventuali obiettivi più ambiziosi – passano dalla capacità di concedere meno. In un campionato equilibrato, dove molte partite si decidono per episodi, la solidità difensiva rappresenta un valore aggiunto determinante.

Se il trend dovesse proseguire, la squadra potrà affrontare le prossime sfide con maggiore serenità e fiducia.

La rinascita rossoblù parte da dietro. E i numeri, questa volta, parlano chiaro.