Cosenza, una stagione all'insegna di un paradosso
Riuscire a fare meglio del girone d'andata e, nonostante questo, mancare il decollo. Il Cosenza archivia la stagione 2025-26 con un paradosso grande come una casa. Certo, si dirà, Benevento, Catania e Salernitana hanno schiacciato maggiormente il pedale sull'acceleratore e infatti sono terminate tutte prima dei rossoblù. Ma questa è la spiegazione esogena, ovvero legata ai risultati delle altre. Su quella endogena, ovvero tutta interna al Cosenza, occorre invece un attimimo soffermarsi. Ma prima si dia la parola ai numeri.
Avanti i numeri
Nel girone d'andata sono arrivati 21 punti grazie a sette vittorie e due sconfitte senza alcun pareggio con ventidue reti segnate e nove subite. In quello di ritorno le cose sono andate meglio con una tacca in più alla voce vittorie (otto), pareggi invariati ma con un minor numero di reti segnate, sedici, oltre a uno inferiore di un'unità di gol subiti (otto).
Due sconfitte che sono pesate
Una difesa che ha subito leggermente meno con un solo gol e ha quindi evidenziato un piccolo miglioramento rispetto all'andata, ma meglio sarebbe magari dire una sostanziale tenuta vista l'esigua differenza, avrebbe dovuto avere come contraltare un numero di reti almeno pari o maggiore, e un primo punto di caduta può essere proprio individuato in quest'aspetto. Se la difesa ha continuato a tenere benino, l'attacco, invece, ha evidenziato una flessione. Poi, va bene, le vittorie sono arrivate, ma sono arrivate anche due sconitte nelle prime due partite casalinghe del girone di ritorno con Monopoli e Crotone che possono avere fatto la differenza. E' in quel punto che le reti hanno urlato la loro assenza. E le due stecche, pur se poi sono arrivate soltanto vittorie, hanno comunque continuato a fare da effetto zavorra. Perché, tra l'altro, sono venute a mancare a quel giro di boa in cui il campionato stava ricevendo il suo assestamento.
Il raddoppio dei clean sheet nel girone di ritorno
Un altro paradosso del mancato decollo nonostante un girone di ritorno con più vittorie e punti è certificato dai clean sheet. Se all'andata furono soltanto due, nella fase discendente del campionato sono invece stati ben cinque. E, ancora una volta, a urlare sono le due mancate vittorie contro Monopoli e Crotone dell'apertura del girone di ritorno che hanno fatto sì che l'inversione di rotta, pur abbondante nei numeri, non fosse sufficiente. Quale blackout abbia avuto il Cosenza nelle prime due sfide casalinghe del ritorno, e pur considerando la caratura di Monopoli e Crotone, non è dato sapere. Ma è un dato di fatto: un quadro può avere mille colori vividi e smaglianti, però bastano due macchie nere a rovinarlo,
Il clamoroso capitombolo con il Casarano
Se quindi nel girone di ritorno si può imputare al reparto offensivo l'essere mancato un po' in fase realizzativa, la sfida con il Casarano ha fatto invece registrare una clamorosa debacle del reparto difensivo a cui quest'ultimo non si era mai concesso in tutte le partite disputate al San Vito Marulla nella stagione regolare. Nei casi peggiori, infatti, erano giunte soltanto due reti da raccogliere in fondo alla propria porta. Grande ispirazione del Casarano, come anche può essere, oppure incapacità del reparto difensivo di tenere fede alla sua sostanziale buona resa venendo meno in concentrazione proprio nel momento topico della stagione?
Parola d'ordine resettare
Alla fine, insomma, contro i leccesi ad avere clamorosamente toppato sono stati sia un attacco che, durante la stagione, in otto partite su venti aveva segnato più di tre gol in casa e aveva quindi evidenziato una certa buona prolificità sia una difesa crollata nel momento determinante. Il fatto che la squadra avesse avuto la meglio al San Vito Marulla su Benevento e Catania che l'avevano preceduta avevano evidenziato che le sue risorse per tentare il colpo non erano inferiori. A spiccare il volo, però, sono stati i sanniti e potrebbe essere anche il Catania. Ma a Cosenza non è tempo di piangere sul latte versato. La squadra, e il suo passato lo dimostra, possiede le carte in regola per frequentare un palcoscenico più alto. Solo che la buona caratura dei suoi elementi non basta. Occorre che in campo ci scenda anche la concentrazione, Peccato che questo, al Cosenza, sia mancato proprio nel momento in cui sarebbe stato maggiormente necessario.
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