Cosenza, l’eredità di Kouan pesa: Buscè cambia o insiste?
La partenza di Christian Kouan ha lasciato un segno più profondo di quanto potesse sembrare a prima vista. Non si tratta soltanto di numeri o di chilometri percorsi, ma di equilibrio, personalità e capacità di leggere le fasi della partita. Il Cosenza, nelle ultime settimane, sta ancora cercando di ridefinire la propria identità in mezzo al campo.
Mister Buscè lo ha intuito immediatamente e ha deciso di puntare con decisione sui rinforzi arrivati nel mercato di gennaio. Ba e Palmieri hanno ricevuto spazio e responsabilità nelle sfide contro Cerignola e Atalanta U23, ma la sensazione è che il reparto non abbia ancora trovato quella continuità necessaria per imporsi con autorevolezza.
Un vuoto che va oltre i numeri
Kouan garantiva intensità, certo. Ma soprattutto assicurava equilibrio tra fase difensiva e costruzione, sapeva rallentare quando serviva ordine e accelerare nei momenti decisivi. Una presenza che faceva da collante tra i reparti e che oggi il Cosenza fatica a replicare.
Ba e Palmieri hanno mostrato qualità interessanti, ma a tratti. Manca ancora quella “spinta” costante che consente alla squadra di comandare il ritmo e di respirare nei momenti di pressione.
Il problema non è tecnico, ma di alchimia. Il centrocampo deve trovare una nuova chimica interna, una gerarchia chiara che permetta di distribuire compiti e responsabilità.
Fiducia o cambio di rotta?
Buscè si trova ora davanti a un bivio. Continuare a investire sui nuovi innesti, accompagnandoli nella crescita dentro il sistema di gioco, oppure modificare assetto e interpreti per cercare un equilibrio diverso.
La prima opzione richiede tempo e pazienza, ma potrebbe garantire benefici nel medio periodo. La seconda implicherebbe un cambio di prospettiva, magari valorizzando caratteristiche differenti per ritrovare compattezza e solidità immediata.
Le prossime partite diranno molto sulle intenzioni dell’allenatore.
Identità da ricostruire
Il Cosenza ha dimostrato in stagione di sapersi reinventare nei momenti di difficoltà. Ora è chiamato a farlo nuovamente, ricostruendo un centrocampo capace di dettare i tempi e proteggere la difesa.
La crescita di Ba e Palmieri sarà determinante, ma servirà anche una risposta collettiva. Senza quella regia emotiva e tattica che Kouan garantiva, la squadra deve trovare nuove soluzioni per non perdere incisività.
Il percorso è aperto. La direzione dipenderà dalle scelte di Buscè e dalla capacità del gruppo di assimilare rapidamente i nuovi equilibri.
