Cosenza, il derby lascia il segno: numeri allarmanti e Buscè sotto pressione

Cosenza, il derby perso col Crotone apre una fase di riflessione: numeri preoccupanti, tre gare senza gol e solidità casalinga in crisi.
21.01.2026 13:30 di  Stefano Bentivogli   vedi letture
Cosenza, il derby lascia il segno: numeri allarmanti e Buscè sotto pressione

Il 0-2 nel derby contro il Crotone non è stato soltanto una sconfitta pesante sul piano del risultato. In casa Cosenza ha lasciato soprattutto una sensazione profonda di amarezza, un malessere che va oltre i novanta minuti e che impone una riflessione lucida e immediata. Il momento è delicato e il tempo per rimandare analisi e decisioni sembra ormai esaurito.

Un ko che pesa più di quanto dica il punteggio

Il derby ha certificato un disagio che covava da settimane. La squadra è apparsa fragile, poco reattiva e incapace di cambiare l’inerzia della partita. Non tanto per la forza dell’avversario — comunque da riconoscere — quanto per una mancanza di identità e di continuità che ha sorpreso negativamente l’ambiente.

Perdere un derby fa sempre male, ma farlo senza dare segnali di vera reazione amplifica il senso di frustrazione.

Numeri che non possono essere ignorati

I dati raccontano una storia chiara e preoccupante. Quella contro il Crotone è stata la seconda sconfitta consecutiva in casa, dopo il ko con il Monopoli. Un campanello d’allarme serio per una squadra che aveva costruito le proprie ambizioni proprio sulla solidità tra le mura amiche.

Ancora più allarmante è il fronte offensivo: tre partite senza segnare, con una manovra lenta, prevedibile e spesso sterile negli ultimi metri. Il Cosenza fatica a creare occasioni pulite e, quando riesce ad avvicinarsi all’area avversaria, manca sistematicamente la lucidità per colpire.

Mercato e nuovi innesti: contributo quasi nullo

Un altro tema che pesa come un macigno riguarda l’impatto dei nuovi acquisti. Finora, il loro apporto è stato praticamente inesistente, né in termini di qualità né di personalità. Un aspetto che incide non solo sul campo, ma anche sulla fiducia del gruppo, che non ha ancora trovato in questi innesti quel valore aggiunto atteso.

In un campionato così equilibrato, sbagliare i tempi e il rendimento del mercato può diventare un limite strutturale.

Buscè davanti alle sue responsabilità

Ora la palla passa inevitabilmente a Antonio Buscè. Il tecnico sa che questo è il momento di ricompattare l’ambiente, ma anche di guardare in faccia la realtà senza filtri. Alcuni segnali sono troppo evidenti per essere archiviati come semplici incidenti di percorso.

Servono scelte chiare, magari anche impopolari, per ridare equilibrio, intensità e soprattutto fiducia a una squadra che sembra aver smarrito le proprie certezze.

Il vertice si allontana, la reazione è obbligata

I numeri spiegano meglio di qualsiasi commento perché il Cosenza abbia perso contatto con la parte alta della classifica. Il margine per rientrare esiste ancora, ma solo a patto di un cambio di passo netto e immediato.

Il derby è passato, ma le sue conseguenze restano. Ora non è più tempo di alibi: serve una risposta sul campo, e serve subito.