Derby amaro per il Cosenza: squadra senza anima e Guarascio lascia il Marulla
La sconfitta contro il Crotone non ha lasciato in eredità soltanto uno 0-2 difficile da digerire. La prestazione del Cosenza ha sollevato interrogativi profondi, legati soprattutto all’identità, alla personalità e alla capacità di reagirenei momenti chiave. Un derby così, per come è stato vissuto e interpretato, non può non produrre strascichi.
Una squadra contratta e senza scintilla
Fin dai primi minuti è apparso evidente un Cosenza bloccato mentalmente, poco fluido nel palleggio e incapace di trovare ritmo. La manovra è risultata lenta, prevedibile, priva di quella brillantezza che in altre fasi della stagione aveva fatto la differenza. Ma ciò che ha colpito maggiormente è stata l’assenza di una reazione emotiva: anche quando la partita avrebbe richiesto una scossa, un gesto, un segnale di orgoglio, la squadra è rimasta spenta.
In un derby, l’aspetto caratteriale pesa quanto quello tecnico. E proprio su questo piano il Cosenza è sembrato mancare.
Personalità smarrita nei momenti decisivi
Il match contro il Crotone ha messo a nudo una difficoltà crescente nel gestire le fasi di pressione. Dopo il gol subito, invece di alzare l’intensità, i rossoblù hanno dato l’impressione di subire l’evento, senza riuscire a ribaltare l’inerzia. Una fragilità che preoccupa, perché racconta di una squadra che fatica a ritrovare fiducia quando le cose si complicano.
Il segnale dalla tribuna: un gesto che non passa inosservato
A rendere il clima ancora più pesante è stato un episodio che non è sfuggito agli occhi più attenti. Intorno all’80’, il Eugenio Guarascio, insieme ai dirigenti al seguito, ha lasciato anzitempo le tribune del Stadio San Vito–Marulla. Un gesto forte, simbolico, che racconta meglio di mille parole il livello di contrarietà e delusione anche ai vertici del club.
In un ambiente già scosso dalla sconfitta, quella uscita anticipata è apparsa come un segnale chiaro: la prestazione non è stata ritenuta accettabile.
Un derby che pesa sul presente e sul futuro
Questo derby rischia di diventare uno spartiacque. Non tanto per la classifica in sé, quanto per ciò che ha mostrato sul piano mentale. La squadra è ora chiamata a guardarsi dentro, a ritrovare compattezza e convinzione, perché le crepe emerse non possono essere ignorate.
Il tempo per rimettere insieme i pezzi esiste, ma servirà una risposta immediata, concreta, visibile già dalla prossima gara. Perché un derby perso può essere archiviato.
Un derby perso senza anima, molto meno.
