Salernitana-Cosenza, storia e numeri che pesano: l’Arechi resta un tabù per i Lupi
Il Cosenza torna a calcare il prato dell’Arechi per una sfida che affonda le radici nella storia del calcio del Sud. Domenica sera i rossoblù faranno visita alla Salernitana, ritrovando un avversario affrontato l’ultima volta proprio a Salerno pochi mesi fa, nel match di Serie B dello scorso 25 aprile, quando i granata si imposero con un netto 3-1.
Un risultato che certifica una tradizione complessa per il Cosenza, chiamato ancora una volta a sfidare non solo l’avversario di turno, ma anche una lunga serie di precedenti poco favorevoli.
Un confronto che attraversa quasi un secolo
La rivalità tra Salernitana e Cosenza è una delle più longeve del panorama calcistico meridionale. Il primo incrocio ufficiale risale addirittura alla stagione 1935/1936, dando il via a una storia fatta di sfide intense, spesso decisive per le sorti dei rispettivi campionati.
In totale sono 39 i confronti ufficiali disputati in Campania, con un bilancio che sorride nettamente ai padroni di casa: 23 vittorie granata, 12 pareggi e soltanto 4 successi esterni dei Lupi.
Numeri che raccontano di un campo storicamente ostico per il Cosenza, raramente capace di tornare dalla trasferta salernitana con il bottino pieno.
I numeri dei gol raccontano la stessa storia
Anche il dato realizzativo conferma il trend favorevole alla Salernitana. Nei precedenti giocati all’Arechi, i granata hanno messo a segno 69 reti, subendone appena 24. Una differenza marcata che evidenzia come, nel corso dei decenni, la squadra di casa sia spesso riuscita a imporre il proprio ritmo e la propria fisicità.
Per il Cosenza, invece, ogni gol segnato a Salerno è stato il frutto di grande sacrificio, spesso arrivato in contesti di partite bloccate e combattute fino all’ultimo minuto.
Una sfida che vale più dei numeri
Se la storia e le statistiche sorridono alla Salernitana, il presente racconta tutt’altro scenario. Il match di domenica arriva in un momento cruciale della stagione, con entrambe le squadre chiamate a dare risposte importanti sul piano della classifica e, soprattutto, della personalità.
Per il Cosenza, tornare all’Arechi significa provare a spezzare una tradizione negativa che dura da decenni, ma anche dimostrare maturità e ambizione in un contesto ad alta tensione emotiva. La consapevolezza di affrontare una piazza calda e un avversario storicamente dominante rende la sfida ancora più significativa.
