Salernitana-Cosenza tra tensioni e orgoglio: Raffaele resta, ma l’ambiente è una polveriera
L’attesa per Salernitana–Cosenza si consuma in un clima tutt’altro che sereno. A Salerno l’aria è carica di tensione, alimentata dalla pesante sconfitta rimediata sul campo del Siracusa, un ko che ha lasciato segni profondi non solo in classifica, ma soprattutto nel rapporto tra squadra, allenatore e tifoseria.
Nel mirino delle contestazioni è finito Giuseppe Raffaele, bersaglio principale del malcontento dei sostenitori granata. Le critiche si sono fatte rumorose e dirette, segno di una piazza che fatica ad accettare il momento di difficoltà e che chiede risposte immediate, sia sul piano del gioco sia su quello dei risultati.
Nonostante la pressione crescente e le voci che inevitabilmente accompagnano situazioni del genere, la società ha scelto di non cambiare rotta. La dirigenza ha deciso di confermare Raffaele alla guida tecnica, ribadendo la volontà di dare continuità al progetto anche in una fase delicata. Una scelta che sposta ora tutta l’attenzione sul campo, dove la squadra sarà chiamata a dimostrare compattezza e carattere.
La sfida contro il Cosenza arriva in un momento cruciale. Non si tratta soltanto di una partita di campionato, ma di un confronto carico di storia e significato tra due piazze simbolo del calcio del Sud. Due realtà che hanno vissuto categorie più prestigiose e che oggi si ritrovano a contendersi spazio e ambizioni in una terza serie che non ammette passi falsi.
Per entrambe, perdere terreno nella corsa alle posizioni di vertice sarebbe un lusso che non ci si può permettere. La Salernitana, in particolare, sa di giocarsi molto più dei tre punti: c’è in ballo la credibilità del progetto tecnico e la tenuta del rapporto con il proprio pubblico. Il Cosenza, dal canto suo, osserva e si prepara a sfruttare ogni crepa emotiva di un avversario sotto pressione.
In questo contesto, Salernitana-Cosenza diventa uno spartiacque. Una partita che può riaccendere entusiasmo e fiducia oppure acuire una frattura già evidente. Il verdetto del campo dirà se la scelta della continuità sarà stata lungimirante o se le tensioni esplose nelle ultime settimane erano il segnale di qualcosa di più profondo.
