Cosenza, il Comune scende in campo: Caruso incontra gli ultras nel momento più buio dei rossoblù
In una fase in cui il silenzio rischiava di diventare assordante, la città di Cosenza prova a riaprire il dialogo. Venerdì 13 febbraio alle ore 11, nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, il sindaco Franz Caruso incontrerà una delegazione ristretta del tifo organizzato rossoblù. Un appuntamento tutt’altro che formale, che arriva nel cuore di una crisi sportiva e societaria sempre più difficile da ignorare.
Alla riunione prenderanno parte i rappresentanti della Curva Sud, della Curva Nord dello stadio San Vito–Gigi Marulla e del Centro Coordinamento Club, oltre alla stampa sportiva, chiamata a seguire un confronto che si preannuncia diretto e carico di significati. Non un semplice incontro istituzionale, ma un momento richiesto con forza dagli ultras stessi, decisi a portare dentro le stanze del Comune il disagio di un’intera piazza.
Il contesto è noto e sempre più teso. Da un lato una situazione societaria che molti definiscono ormai al limite della sostenibilità, dall’altro una sequenza di risultati negativi che ha trascinato il Cosenza Calcio in una spirale di sfiducia e rabbia. La frattura tra tifoseria e club non è più sotterranea: è visibile, percepibile, quotidiana. E proprio per questo l’amministrazione comunale ha scelto di mettersi in ascolto, riconoscendo il valore che la squadra riveste ben oltre il rettangolo di gioco.
Nel comunicato diffuso dal Comune, il messaggio è chiaro: il Cosenza Calcio non è soltanto una società sportiva, ma un pezzo dell’identità cittadina. La passione rossoblù attraversa generazioni, quartieri, storie personali. È un patrimonio collettivo che, secondo Palazzo dei Bruzi, merita rispetto, trasparenza e un futuro all’altezza della sua tradizione. Da qui la volontà di ascoltare senza filtri le preoccupazioni dei tifosi, in un momento in cui il rischio di una rottura definitiva è tutt’altro che remoto.
L’incontro di venerdì potrebbe rappresentare un primo passo verso una presa di responsabilità più ampia, non solo da parte delle istituzioni ma dell’intero sistema che ruota attorno al club. Nessuna soluzione miracolosa è attesa nell’immediato, ma il confronto diretto tra Comune e tifo organizzato segna un cambio di passo: il riconoscimento che la crisi del Cosenza non è più solo una questione sportiva, bensì un tema che tocca il tessuto sociale della città.
In una Cosenza che chiede chiarezza, stabilità e rispetto per la propria storia calcistica, il faccia a faccia di Palazzo dei Bruzi assume così un valore simbolico forte. Potrebbe essere l’inizio di un percorso condiviso o, quantomeno, il tentativo di evitare che il distacco tra società, squadra e territorio diventi irreversibile.
