Cosenza, notte fonda dopo Catania: silenzio stampa, crisi aperta e mercato decisivo
Il KO per 2-0 sul campo del Catania ha lasciato strascichi profondi in casa Cosenza. Non tanto per il risultato in sé, quanto per ciò che rappresenta: l’ennesima conferma di un’involuzione che sembra non conoscere arresto. Al termine della gara del Massimino, la società rossoblù ha scelto la strada del silenzio stampa, evitando qualsiasi contatto con i microfoni. Un segnale forte, che racconta meglio di mille parole il momento delicato vissuto dall’ambiente.
Il Cosenza attuale appare lontanissimo dalla squadra brillante e spensierata ammirata nel girone d’andata, quando per settimane aveva dato l’impressione di poter legittimamente ambire alle zone altissime della classifica. L’inizio del 2026, però, ha ribaltato completamente lo scenario: nessuna vittoria, prestazioni opache e una classifica che si è progressivamente accorciata verso il basso, allontanando i rossoblù dalle posizioni di vertice.
In panchina, Buscè sembra faticare a ritrovare certezze. La squadra appare fragile, poco lucida nei momenti decisivi e incapace di reagire alle difficoltà che emergono durante le partite. Una perdita di identità che preoccupa tifosi e addetti ai lavori, soprattutto perché arrivata in modo graduale ma costante.
In questo contesto complicato, la società ha deciso di esporsi attraverso il direttore sportivo Domenico Roma, chiamato ora a un compito estremamente complesso. L’ultima settimana di calciomercato rappresenta un passaggio cruciale: intervenire per correggere le lacune dell’organico è diventato necessario, quasi obbligato, per evitare che la stagione prenda una piega irreversibile.
Roma, però, dovrà muoversi in un perimetro ben definito. La proprietà Eugenio Guarascio ha confermato una linea di contenimento dei costi, limitando le possibilità di manovra sul mercato. Poche risorse, margini ridotti e la necessità di individuare profili funzionali e immediatamente pronti: una sfida nella sfida.
Il silenzio di Catania, dunque, non è soltanto una scelta comunicativa. È lo specchio di un momento di riflessione profonda, in cui il Cosenza è chiamato a reagire in fretta. Il tempo per invertire la rotta c’è ancora, ma serviranno decisioni lucide, coraggiose e soprattutto tempestive.
