Cosenza, Buscè scuote l’ambiente dopo il ko col Crotone: “Così non siamo noi”

19.01.2026 23:30 di  Stefano Bentivogli   vedi letture
Cosenza, Buscè scuote l’ambiente dopo il ko col Crotone: “Così non siamo noi”

La sconfitta contro il Crotone lascia scorie profonde in casa Cosenza. Non tanto – o non solo – per il risultato, quanto per il modo in cui è maturato. Al termine della gara valida per la 22ª giornata di campionato, persa davanti alle telecamere di Rai Sport, l’allenatore Antonio Buscè ha scelto parole forti, lucide, senza giri di campo. Un’analisi severa, che va oltre i singoli episodi e chiama in causa l’atteggiamento complessivo della squadra.

“In partita fino al gol, poi il vuoto”

Il tecnico rossoblù ha individuato con chiarezza il momento della frattura. Fino alla rete del Crotone, il Cosenza era dentro la gara. Poi, improvvisamente, qualcosa si è spezzato.

Buscè non cerca alibi: riconosce i meriti del Crotone Calcio, ma allo stesso tempo non accetta la resa anticipata dei suoi. In una partita che dura cento minuti effettivi, abbassare la testa già al 35’ è un segnale che non può essere tollerato. È lì che nasce la sua delusione più grande.

Una fragilità che si ripete

C’è un passaggio dell’analisi che pesa come un macigno: non è la prima volta che il Cosenza “rimette in piedi” avversari in difficoltà. Un problema mentale prima ancora che tecnico. Quando gli altri alzano l’intensità, la cattiveria agonistica, i rossoblù finiscono per subirla invece di rispondere colpo su colpo.

Buscè parla di umiltà smarrita. Di quella fame che aveva caratterizzato la squadra per lunghi tratti della stagione e che ora sembra essersi affievolita. La definizione è netta, quasi brutale: “troppo brutti per essere veri”.

Guardarsi negli occhi per ripartire

Il tecnico non nasconde che una prestazione del genere rappresenti un punto di rottura. “Non era mai successo”, ammette. Ed è proprio per questo che ora serve un confronto interno, diretto, senza filtri. Guardarsi negli occhi, capire cosa non ha funzionato, ritrovare una base comune.

Non si tratta di cancellare quanto di buono fatto finora, ma di evitare che questo scivolone diventi un precedente pericoloso.

Il peso di uno stadio vuoto

Nel suo intervento, Buscè tocca anche un tema delicato: l’assenza del pubblico. Uno stadio vuoto è una situazione anomala, che inevitabilmente toglie qualcosa, soprattutto nei momenti di difficoltà. Il calore della gente, nei momenti in cui la partita si complica, spesso fa la differenza.

Ma anche qui il tecnico è chiaro: il Cosenza aveva saputo isolarsi da queste problematiche fino a ora. Non può essere questa la spiegazione di una resa così evidente sul campo.

Delusione sì, rassegnazione no

Rivedendo la partita, ammette Buscè, resta una grande delusione. Subire un gol contro il Crotone può starci, fa parte del calcio. Ciò che non è accettabile è il modo in cui la squadra ha reagito dopo. Arrendersi non è contemplato.

La strada, ora, passa da un ritorno alle basi: lavoro, testa alta, spirito di sacrificio. Esattamente come accadeva fino alla gara di Salerno, indicata implicitamente come spartiacque emotivo e prestazionale.

Il messaggio è chiaro: il Cosenza può sbagliare una partita, ma non può permettersi di perdere sé stesso.