Cosenza, il banco di prova di Buscè: errori da correggere e risposta attesa all’Arechi
Il passo falso contro il Monopoli ha lasciato strascichi evidenti in casa Cosenza Calcio. Non solo per il risultato, ma per come la partita si è sviluppata e, soprattutto, per l’incapacità dei rossoblù di cambiare il corso degli eventi quando il piano gara iniziale ha mostrato crepe. In questo contesto, anche Antonio Buscè è chiamato a una riflessione profonda.
Una gara sfuggita di mano
Il Monopoli ha interpretato il match con ordine, fisicità e lucidità, colpendo nei momenti chiave e dimostrando di avere soluzioni alternative anche dalla panchina. Il Cosenza, al contrario, non è riuscito ad alzare il ritmo né a trovare contromisure efficaci. Emblematico, in tal senso, l’ingresso di Fall: pochi minuti sono bastati per incidere con intensità e presenza, spostando gli equilibri di una gara che i Lupi non hanno più saputo raddrizzare.
Autocritica necessaria, senza processi
Parlare di “mea culpa” non significa puntare il dito, ma riconoscere che qualcosa non ha funzionato. Le scelte, le letture in corsa, la gestione delle energie: sono aspetti che richiedono aggiustamenti immediati. Il Cosenza ha mostrato più volte di avere valori e personalità, ma senza continuità e adattabilità rischia di restare incompiuto.
L’esame di coscienza è collettivo
La reazione non può essere solo tattica. Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutto il gruppo: staff, giocatori, leadership interna. Ritrovare compattezza, intensità e capacità di soffrire insieme è il primo passo per tornare a essere competitivi contro squadre strutturate.
L’Arechi come crocevia
All’orizzonte c’è una sfida che pesa più dei tre punti. Lunedì prossimo, all’Stadio Arechi, il Cosenza affronterà la Salernitana in un clima che si preannuncia rovente. Una partita dal sapore antico, in un ambiente che sarà una vera bolgia, dove carattere e personalità conteranno quanto le idee.
Tempo di risposte
Non c’è spazio per esitazioni: il Cosenza deve dimostrare di aver imparato dalla sconfitta, traducendo l’autocritica in scelte chiare e coraggiose. L’Arechi può diventare il luogo della svolta o l’ennesima occasione mancata. La risposta, questa volta, deve arrivare sul campo.
