Cosenza, quella necessità di sostegno nei momenti difficili

Il calcio, come la vita, riserva campane a festa e rovesci anche dolorosi. Ma di irreversibile, nel mondo della sfera di cuoio, non vi è alcunchè
02.10.2026 18:00 di  Cristiano Comelli   vedi letture
Cosenza, quella necessità di sostegno nei momenti difficili
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Il clima non è certo di quelli che si possono definire sereni. Alla crisi di risultati che ha portato la squadra sinora al penultimo posto con due punti con un rendimento ben al di sotto di quello dello scorso campionato si è aggiunta la serie di insulti e minacce di vario tipo indirizzate alla società e stigmatizzate con una lettera aperta dal consiglio d'amministrazione rossoblù.

Come tentare di uscirne? 

E' fuor di dubbio che, proprio per il fatto che la squadra non stia attraversando precisamente uno dei migliori momenti della sua storia, starle vicino possa essere il minimo. Se infatti la squadra deve già fare i conti con una serie di difficoltà tecniche che non le hanno consentito di decollare e sulle quali bisognerà indubbiamente lavorare con alacrità, aggiungere a queste delle difficoltà di carattere psicologico sembra un carico che sulla squadra è opportuno non riversare. E' evidente che la tifoseria abbia il pieno diritto di sindacare su alcune scelte così come, naturalmente, di pretendere dalla squadra e dalla società risultati che le permettano di guardare la classifica con il naso all'insù. Lo è altrettanto, però, che nel contesto del bene di una squadra ognuno sia chiamato a fare la propria parte. La dirigenza e società garantendo le condizioni ideali per lavorare e, possibilmente, per portare a casa risultati favorevoli. I giocatori per  cercare di tradurre il concetto sul campo. E la tifoseria per non esasperare una situazione già difficile, facendo valere le proprie rimostranze ma senza scadere in minacce, insulti o invettive che certo non fanno il bene della squadra nè fanno salire la temperatura del morale. Come il consiglio di amministrazione ha ricordato, "il Cosenza ha una funzione sociale, ma anche economica e la gestione, per essere sostenibile, ha bisogno di risorse". 

Questione economica, questione sociale 

Sull'aspetto economico, al di là di quanto versato a titolo di abbonamenti e ingressi allo stadio dai tifosi e dei contributi degli sponsor, a fare quadrare tutto deve indubbiamente essere la società. A prescindere dal fatto che l'intento riesca o meno, ai tifosi spetta però prendersi l'onere della questione sociale, cioè di tenere alta la bandiera di una squadra che, in passato, ha disputato anche onorevolmente alcune stagioni di cadetteria dimostrando che Cosenza può accedere anche a palcoscenici di rilievo. La memoria storica di ciò che si è stati non risolve tutti i problemi ma può aiutare a sostenere, e possibilmente a cambiare, una situazione sfavorevole di un determinato momento. 

La delicatezza della sfida contro il Foggia 

La squadra rossoblù sta per affrontare una delicatissima sfida contro il Foggia, squadra come lei bisognosa di punti per fare rifiatare la classifica. E l'apporto della tifoseria cosentina sarà assolutamente determinante nel cercare di avvolgere in un abbraccio una squadra che certamente desidera risalire la china e perlomeno garantirsi una stagione tranquilla. Insulti e minacce non fanno al caso. Fa invece al caso la capacità di ogni tifoso di saper ritirare fuori dal cassetto, se mai ce lo ha riposto, l'orgoglio di tifare per la squadra della sua città. Che è il modo migliore, anzi il solo, per aiutarla davvero.