Cosenza, la crisi non conosce soluzioni di continuità e la difesa affonda
Perdere fa giù male di suo. Perdere in un certo modo e con un punteggio di vaste proporzioni brucia ancora maggiormente. Perché non è solo il perdere in sè che occorre considerare, ma anche il come si perde. E, contro il Giugliano che, come lui, si trova nelle secche della bassa classifica e ha bisogno di rifiatare, il Cosenza ha perso davvero in malo modo. Il punteggio finale, 2-5, non è da interpretarsi come una punizione eccessiva per i rossoblù ma proprio come incapacità di organizzare una manovra convincente e quindi di punzecchiare a dovere le reti avversarie. E sicuramente questo brusco calo di rendimento rispetto alla stagione 2025-26 quando la squadra si trovava ai piani alti del condominio dà da pensare.
Una difesa troppo ballerina
Di certo il tallone d'Achille che causa maggiore fastidio al corpo Cosenza è il rendimento del reparto difensivo arrivato a subire ben quattordici reti. Peggio ha fatto, guarda il caso, solo proprio quel Giugliano contro il cui muro ha sbattuto che è stato perforato quindici volte. La sfida andata in scena, quindi, era quella tra due reparti difensivi al momento piuttosto deficitari. Solo che il Giugliano, dopo averne prese quattro da Casarano e Audace Cerignola, sembra imparare la lezione, il Cosenza invece no.
L'aggravante
Peraltro vi è anche un ulteriore fattore che non si può fare passare sotto silenzio, ovvero il fatto che il Giugliano abbia abbattuto il fortino rossoblù pur avendo un uomo in meno. L'espulsione di ibe al minuto 51 con il risultato di 2-1 a favore dei padroni di casa e tutto sommato quindi ancora in bilico sembrava concedere al Cosenza la possibilità di riprenderla. Il gol di Energe al minuto 68 che aveva fissato il momentaneo punteggio sul 2-2 pareva fare propendere in questa direzione. Ma poi i rossoblù sono nuovamente rimasti invischiati nel problema di mancanza di gestione, anche a livello psicologico. Quella gestione che, con un uomo in più dalla tua parte, ti può portare a gestire la partita con un po' di tranquillità in più, pur tributando al Giugliano i dovuti onori per averla portata a casa, e con un punteggio non irrilevante, anche in inferiorità numerica.
L'ultima manita subita in precedenza
Con la manita, sia pure con due gol all'attivo, subita contro i campani, il Cosenza ha aggiornato la sua statistica cronologica delle sfide con cinque reti al passivo, come naturalmente sperava che non sarebbe stato costretto a fare. L'ultima volta che i rossoblù si trovarono a raccogliere cinque reti in una sola partita nel fondo della loro porta risale al 9 settembre 1990 quando allo stadio Pino Zaccheria fu il Foggia a infilzarli. Quella volta, però, il Cosenza non riuscì a segnare neppure una rete.
Cause?
La legge della fisica, applicata al calcio, può essere utile. Per ogni effetto, infatti, vi è una causa. Il punto è stabilire quale sia. Indebolimento della rosa rispetto alla scorsa stagione? Incapacità, almeno sino a questo momento, di Federico Coppitelli di amalgamarla? Eccessiva pressione sulla squadra? Chissè, certo che, prima la causa, che potrebbe anche doversi rinvenire al di fuori del trittico indicato, sarà individuata e prima si potrà correre ai ripari. Il campionato non aspetta. E il Cosenza, per raddrizzare la barca, non puòl più aspettare.
