Cosenza, voglia di ricominciare con slancio oltre ogni avversità
Non lo avrebbe meritato. No davvero. Il Cosenza avrà pure inciampato maluccio contro il Casarano nell'atto iniziale dei playoff ma questo non sta a significare che la sua stagione sia stata da gettare alle ortiche. Nè che la situazione dovesse rischiare di evolversi e di far andare la squadra con il naso per terra non potendo neppure partire dalla Lega Pro. Pericolo scongiurato, ma ora manca il tassello fondamentale, il rettangolo verde su cui la squadra dovrà misurarsi per la stagione a venire in cui vuole decisamente ritentare la scalata alla cadetteria.
Attese e disorientamento della tifoseria
Il cantiere per i lavori di riqualificazione da un lato, l'esigenza del Cosenza di portare avanti la propria vita sportiva dall'altro sul rettangolo verde che è parte integrante della sua storia. Per il comune, le due cose non possono proprio stare insieme. E, certo, per i colori rossoblù, non poter contare sul loro terreno storico, su quel campo cucito addosso alla pelle dei giocatori e dei tifosi è qualcosa di più di una semplice necessità di dover rinunciare a un terreno di gioco. L'alternativa sarebbe lo stadio Ezio Scida di Crotone, impianto sicuramente degnissimo e ricco di una storia fatta anche di un passato in massima serie dei pitagorici neppure lontano anni luce. Ma lo scenario sarebbe comunque diverso, al di là della necessità di doversi spostare di qualche chilometro, e i tifosi del Cosenza lo immaginano bene. Ma tanto è, disporre comunque di un campo per poter continuare ad assecondare i propri desideri di riapprodo in cadetteria è fondamentale. E i tifosi si preparano quindi a percorrere un tragitto di più di cento chilometri per raggiungere, salvo traffico, l'impianto crotonese in poco più di un'ora e mezzo. Ma, al di là del discorso del campo, la tifoseria sembra premere, e talora, lungo i social, non proprio alla massima temperatura di tenerezza, per avere certezze sulla gestione della squadra. Di una squadra che, sulla carta, dovrebbe presentarsi ai nastri di partenza per cercare di fare il botto ovvero di pretendere alla serie B ma che rischia di non poterlo fare con i mezzi adeguati.
Cosenza, ricordati chi sei
Quest'anno sono giunti cento anni esatti dall'ufficiale costituzione della squadra, nata nel 1926 anche se taluni retrodatano i primi vagiti del calcio da queste parti al 1914. Trentatreesimo nella classifica perpetua della serie B, il Cosenza si è guadagnato la qualifica di piazza calcisticamente rilevante superando anche cinque momenti di crisi con l'ultima rifondazione avvenuta nel 2011. C'è chiaramente la necessità di costruire una squadra all'altezza di questa storia, a partire dallo scioglimento del nodo del nuovo tecnico capace di raccogliere la comunque importante eredità di Antonio Buscè anche se non sfociata nel ritorno in serie B. La sfida è lanciata. Per un Cosenza che, per la storia alle sue spalle, non può permettersi di stare in linea di galleggiamento.
