Cosenza, urgono segnali di riscatto travestiti da vittoria

La sconfitta con il Bari certifica l'incapacità dei rossoblù di scuotersi sul piano psicologico e la classifica continua a piangere
28.09.2026 18:53 di  Cristiano Comelli   vedi letture
Cosenza, urgono segnali di riscatto travestiti da vittoria
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Che serva una scossa psicologica lo sanno anche le pietre. Il problema è che il Cosenza non sembra dare alcun segnale di risveglio. Come è possibile, è domanda lecita e diffusa, che una squadra in grado di qualificarsi la corsa stagione per i playoff, poi buttati via malamente ma questo è altro discorso adesso sia nella zona che immette verso la serie D? Ma la domanda esige di essere nutrita anche di ulteriori specificazioni sottoforma di ulteriori interrogativi. Uno per tutti: è la squadra che è stata impostata male o è Federico Coppitelli a non essere in grado di darle una scossa psicologica a questo punto non più rinviabile?

Gol con il contagocce 

Inutile girarci intorno, i gol sono l'unità di misura per sondare la temperatura delle possibilità di una squadra di giocarsela ai più alti livelli oppure di doversi rassegnare a frequentare gli inferi. E, da questo punto di vista, il Cosenza è messo maluccio con un attacco che piange con sole cinque reti all'attivo. A passarsela peggio è soltanto il Team Altamura che ha realizzato soltanto quattro gol. Ma queste reti, ancorchè di numero inferiore rispetto a quelle dei rossoblù, hanno consentito alla società pugliese di capitalizzare meglio con sette punti all'attivo. Un bilancio che non l'ha certo proiettata nell'Olimpo del girone C ma, al momento, serve almeno a tenerla un po' alla larga dalla zona dove comincia ad avvertirsi qualche tremore. A incidere sul migliore rendimento dei pugliesi è anche la loro minore perforabilità con dieci reti contro le sedici dei rossoblù. Solo dati statistici? Non pare. O, almeno, lo sbilanciamento tra quanto prodotto là davanti e quanto concluso nel reparto arretrato può indicare alcune linee di tendenza. Che, per il Cosenza, va da sè, non sono confortanti. 

Testa al Foggia 

Il Cosenza è la sola squadra a non avere saputo sinora trasformare nel girone C in prodotto finito la sua sete di vittoria. Ci è riuscito anche il Crotone, stessa regione, stessi colori sociali, stessa situazione di crisi ma ultimo posto in classifica. Ma la squadra di Coppitelli ancora no. Che con il Foggia sia la volta buona? Ca va sans dire, per i rossoblù non sarà una passeggiata di salute. Tredicesimi con otto punti, infatti, i dauni hanno riscattato il cappaò subito nella tana dell'Inter Under 23 sconfiggendo al Pino Zaccheria il Sorrento, squadra ambiziosa e non certo malleabile a giudicare dal suo terzo posto in classifica. La squadra rossonera non segna molto di più del Cosenza con sei reti contro cinque ma, in compenso, sa mantenere abbastanza protetta la sua porta con sole sette reti al passivo, un dato che certifica una sua non facile perforabilità. Fondamentale sarà per il Cosenza presentarsi con il vestito migliore a livello psicologico, in attesa di qualche mutamento di mercato che possa condurre a cercare di salvare il salvabile e, perché no, magari anche a raddrizzare il campionato in modo marcato. Così come sta rendendo, certo, la squadra si sta incamminando verso il dirupo, e sarebbe davvero un peccato per la sua tradizione calcistica fatta anche di frequentazione del livello superiore. Se a Bari sono arrivate lacrime, contro il Foggia potrebbero arrivare sorrisi. La Puglia ha tolto, la Puglia potrebbe ridare. Ma occorrerà un Cosenza  vestito dell'armatura psicologica giusta tale da proteggersi dai flutti dei brutti ricordi delle giornate sinora trascorse nella stagione 2026-27. E, specularmente, di trasformare quella delusione in determinazione. Su questo piano, Coppitelli e i giocatori hanno una missione paritetica.