Foggia-Cosenza, Buscè: "Niente prime donne a Cosenza, vi dico cosa sta davvero succedendo"

Alla vigilia di Foggia–Cosenza, Antonio Buscè fa chiarezza sulle voci di mercato dopo il fallimento del Rimini: equilibrio, innesti mirati e nessun ‘nome pesante’ a turbare uno spogliatoio sano.
29.11.2025 16:51 di  Stefano Bentivogli   vedi letture
Foggia-Cosenza, Buscè: "Niente prime donne a Cosenza, vi dico cosa sta davvero succedendo"

Alla vigilia della delicata trasferta di Foggia, Antonio Buscè sceglie la strada della chiarezza. Mentre attorno al Cosenza si moltiplicano le voci sul calciomercato, complice il fallimento del Rimini e la conseguente ondata di giocatori improvvisamente liberi, l’allenatore rossoblù spegne i facili entusiasmi e riporta tutto dentro i confini della normalità calcistica.

Per Buscè, infatti, quello che sta accadendo è solo una naturale conseguenza delle dinamiche del pallone: quando una società sparisce dai radar, è fisiologico che le altre si guardino intorno e si informino sui calciatori rimasti senza certezze. Nessun terremoto, nessuna frenesia. Solo il solito vortice di telefonate, contatti e valutazioni che accompagna ogni sessione di mercato.

Calciomercato Cosenza: opportunità sì, ma senza perdere la bussola

Il tecnico non nasconde che anche il Cosenza tenga d’occhio le occasioni offerte da questa situazione straordinaria. La dirigenza sa bene che la rosa presenta ancora qualche lacuna e che alcuni ruoli andrebbero rinforzati per rendere la squadra più competitiva sul lungo periodo.

Buscè però pianta un paletto netto: non ci sarà nessuna corsa scomposta al nome facile. Le esigenze ci sono, gli aggiustamenti sono sul tavolo, ma il filo conduttore resta uno solo: equilibrio.

È un concetto che l’allenatore ripete quasi come un mantra, forte della propria esperienza di vent’anni da calciatore. Sa bene cosa significa convivere con indiscrezioni, trattative più o meno reali e rumors che si rincorrono negli spogliatoi. Per questo invita l’ambiente a non farsi travolgere dal chiacchiericcio: il mercato è un rumore di fondo con cui bisogna imparare a convivere, non una tempesta da cui lasciarsi trascinare.

Buscè e l’esperienza da calciatore: il vaccino contro le voci

Ricordando i suoi anni sul campo, Buscè spiega come fosse normale, durante i mesi di mercato, respirare quotidianamente notizie e indiscrezioni. Le voci circolavano a luglio, ad agosto, e puntualmente tornavano a gennaio con l’apertura del mercato di riparazione.

La vera differenza, secondo il tecnico del Cosenza, sta nella forza interiore del singolo giocatore. Chi ha consapevolezza dei propri mezzi non si lascia destabilizzare. Le voci rimangono tali, semplici sfondi di una stagione da vivere con concentrazione e professionalità. Ed è esattamente ciò che Buscè chiede oggi ai suoi: una squadra capace di restare focalizzata sull’obiettivo, senza farsi condizionare da ciò che accade fuori.

Infortuni, rosa corta e ruoli da sistemare: perché il Cosenza guarda al mercato

Questo non significa che il Cosenza possa permettersi di ignorare del tutto il mercato. Gli infortuni e i tempi lunghi di recupero hanno mostrato con chiarezza come la rosa non sia infinita. Alcune assenze pesanti hanno costretto Buscè a reinventare soluzioni e a chiedere un sacrificio ulteriore a chi è rimasto a disposizione.

Lo stesso allenatore lo ammette con lucidità: in alcuni ruoli la squadra è carente e qualche innesto sarà necessario. Il problema non è se intervenire, ma come farlo. Gli stop gravi, in particolare quelli al ginocchio, possono togliere un giocatore per un anno intero, obbligando lo staff a rivedere gerarchie e minutaggi.

Per questo ogni scelta sarà ponderata: niente colpi di scena, ma selezione accurata di profili utili, funzionali, pronti a integrarsi in un gruppo che ha dimostrato di avere un’anima.

“Niente prime donne”: l’identità dello spogliatoio rossoblù

Se c’è un punto su cui Buscè non transige, è l’identità dello spogliatoio. Il messaggio è chiarissimo: a Cosenza c’è spazio solo per chi ha fame.

Chi vestirà il rossoblù dovrà arrivare con l’obiettivo di dare una mano, non di rubare la scena. Le cosiddette “prime donne” non rientrano nei piani tecnici né in quelli umani del club. Lo spogliatoio viene definito “sano” e proprio così dev’essere conservato: compatto, unito, al riparo da ego ingombranti e personalismi fuori misura.

Il mercato, quindi, non è visto come un carnevale di nomi, ma come un’opportunità mirata per alzare il livello senza intaccare le dinamiche interne. La priorità resta tutelare la compattezza di un gruppo che si è guadagnato sul campo la fiducia del tecnico e della tifoseria.

Tutto il resto può aspettare: ora conta solo Foggia–Cosenza

In questo quadro, la trasferta di Foggia diventa il vero centro del discorso. Buscè lo ribadisce con decisione: la testa è solo sulla partita. Le chiacchiere di mercato, le telefonate, le ipotesi di nuovi arrivi possono tranquillamente restare fuori dai cancelli del centro sportivo ancora per qualche settimana.

Il Cosenza cerca continuità di risultati e conferme sul campo. E per il tecnico non c’è miglior risposta alle voci esterne di una prestazione solida in una trasferta complicata come quella di Foggia. Prima i punti, poi le trattative. Prima l’identità di squadra, poi i ritocchi alla rosa.

Il messaggio finale è semplice, ma dal forte impatto: il calciomercato passa, il Cosenza resta. Ed è su questo che Buscè vuole costruire il presente e il futuro della sua squadra.